Il Duomo: conoscere per conservare, conservare per conoscere
Nell'ottobre del 2005 una porzione di materiale lapideo si distacca dal cornicione della facciata del Duomo e
cade sul sagrato, destando l'allarme pubblico. Si decide di intervenire tempestivamente preparando una adeguata campagna di studi e rilievi propedeutici ai restauri e individuando i lavori più urgenti da eseguirsi. Le indagini evidenziano, oltre ai fenomeni naturali di degrado della pietra dovuti all'inquinamento atmosferico, all'umidità e al dilavamento piovano, come ad esempio le croste nere, le esfoliazioni e le disgregazioni lapidee, problematiche dovute ai precedenti interventi di restauro: presenza di numerose stuccature incoerenti cementizie e di protettivi non traspiranti, a base di cera microcristallina e di resina acrilica Paraloid. Ulteriori fenomeni di degrado interessano le lattonerie, il vecchio impianto antipiccione e i ferri ossidati. Non mancano, inoltre, fessurazioni e lesioni dovute alle sollecitazioni ora locali, relative ai singoli elementi o conci lapidei, ora globali, relative al comportamento statico dell'intero complesso Duomo-Ghirlandina. La cattedrale manifesta infatti lesioni passanti di grave entità dovute principalmente alla subsidenza della zona absidale, all'interazione con la Ghirlandina e ai diversi comportamenti fondazionali causati dalle diverse fasi e tipologie costruttive nonchè dall'interferenza dei resti dell'antica basilica, che si estendeva trasversalmente alla successiva cattedrale.
Si dà così avvio a un vero e proprio progetto di conoscenza della fabbrica, dal punto di vista storico, artistico, ma anche strutturale e materiale.
Si elencano di seguito i più importanti lavori eseguiti nell'ambito di un progetto di conservazione multidisciplinare tuttora in corso:
Sopralluogo ottobre 2005 (eseguito da parte della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Bologna, Modena e Reggio Emilia e dei tecnici incaricati) All'esame riavvicinato il monumento appare seriamente compromesso e diverse sono le patologie di degrado che si riscontrano. Il paramento lapideo presenta in diversi punti fenomeni di decoesione, erosione ed esfoliazione. La situazione più preoccupante emerge dal cerchio inferiore del rosone, in prevalenza in pietra arenaria, erosa e disgregata dalle acque piovane. Nei punti meno soggetti al dilavamento come nei cornicioni, i depositi carboniosi, in seguito alla solfatazione della pietra, hanno portato alla formazione di croste nere, che, in numerosi punti, si sono ispessite talmente da causare distacchi e perdita di materiale.
Istituzione del Consiglio di Fabbriceria Nell'autunno del 2005 si decide di istituire un Consiglio per programmare il piano di intervento.
Lavori di restauro del rosone e di manutenzione straordinaria del copertura sul lato nord (primo finanziamento della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Bologna, Modena e Reggio Emilia) La copertura sul lato settentrionale versava in condizioni di evidente degrado e presentava depositi di guano e terriccio tali da permettere la crescita di erba e muschi su tutte le falde, infestando sia i coppi che le lattonerie.
Mappatura del paramento lapideo e catalogazione delle diverse tipologie di degrado (Università di Modena e Reggio Emilia Dipartimento di Scienze della Terra, anni 2006/2007) Il ponteggio presente su Via Lanfranco, dovuto ai lavori sulla copertura, e il ponteggio su Corso Duomo, dovuto ai lavori al rosone, permettono, nel 2006, di effettuare un rilievo più accurato e una mappatura delle diverse patologie di degrado.
Indagine storico archivistica sull'evoluzione costruttiva e dei restauri (a cura dei tecnici del Capitolo Metropolitano) Si avvia una fase di studio analitico e ricerca d'archivio sulla storia della Cattedrale.
Rilievo laser scanner (Università di Modena e Reggio Emilia - Dipartimento di Ingegneria meccanica e Civile) Si effettua un rilievo tridimensionale dell'intera fabbrica, mediante la tecnica laser scanner.
Aanalisi chimiche (eseguite dal Laboratorio R & C) Attraverso un serie di campionature, vengono effettuate le analisi chimiche necessarie e propedeutiche ai lavori di restauro. Si distinguono gli interventi differibili da quelli non differibili. Il Capitolo incarica i suoi tecnici congiuntamente alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Bologna, Modena e Reggio Emilia di procedere a tutte le operazioni necessarie per non mettere a rischio l'incolumità pubblica.
Si estende l'oggetto di intervento dal rosone all'intera facciata su Corso Duomo e al fianco settentrionale su via Lanfranco (finanziamenti della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena)
Visita tecnici del'Istituto Centrale di Restauro (agosto 2008) I lavori di restauro beneficiano di una visita e dei pareri competenti dei tecnici dell' ICR che verificano la correttezza dei protocolli di intervento adottati, confermando l'appropriata scelta sia delle tecniche che dei materiali utilizzati.
Istituzione da parte del Capitolo e della Fabbrica di un Comitato Scientifico (ottobre 2008) Il progetto di restauro della prima fase di lavori mira a risolvere i sintomi di sofferenza e rischio locale, avviando allo stesso tempo un processo di conoscenza pluridisciplinare e di raccolta dati, che possa presto confluire nella fase successiva, lo studio del comportamento statico e dinamico del complesso Duomo-Ghirlandina. Con questa intenzione, il Capitolo e la Fabbriceria nell'ottobre 2008 istituiscono un Comitato Scientifico per indagare le questioni strutturali più complesse, relative al lungo periodo e alle sollecitazioni globali del sistema Duomo-Ghirlandina. Il Comitato Scientifico, per lo più corrispondente a quello istituito dal Comune per i lavori alla Ghirlandina, beneficia delle competenze di docenti noti ed esperti a livello internazionale.
Nuova fase di conoscenza del monumento Si dà così avvio ad una nuova fase di conoscenza del monumento, che fa proprie tutte le acquisizioni già precedentemente elaborate e le mette a sistema, per maturare riflessioni di ordine strutturale. Inizia una stagione di incontri in cui i diversi apporti pluridisciplinari consentono una visione sinottica delle problematiche emerse.
I principali approfondimenti sono:
studio analitico dei dissesti del Duomo di Modena;
rilievo del quadro fessurativo che non si ferma all'evidenza visiva, ma, attraverso i documenti storici e le fotografie d'archivio, risale a quei dissesti latenti, perché già risarciti o più volte stuccati, ma lo stesso significativi e segnaletici di un punto debole;
confronto dei dati del rilievo del quadro fessurativo con i dati storici e quelli archeologici già precedentemente acquisiti, ottenendo importanti corrispondenze e presumibili indizi per una diagnosi;
confronto dei dati del rilievo relativo al quadro fessurativo con i dati elaborati dal modello a nuvola di punti, prodotto mediante rilievo laser scanner, da cui si desumono ulteriori corrispondenze e conferme, che portano alle prime ipotesi di comportamento.
Studio analitico del comportamento statico e dinamico del monumento (Dipartimeno di Ingegneria Civile dell'Università degli Studi di Bologna, luglio 2010)
Nuovo piano di intervento relativo al sistema di monitoraggio (luglio 2010)
Nuova campagna di prove penetrometriche e carotaggi fondazionali (luglio 2010)
Installazione di nuovi strumenti di monitoraggio, ad integrazione degli esistenti (sotto la supervisione del Prof. Lancellotta del Politecnico di Torino, luglio 2010)
Ricerca d'archivio e realizzazione di un database (finanziamento da parte della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna, a favore dell'Università degli studi di Parma, luglio 2010 Contestualmente a questa nuova fase di studi, la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna ha stanziato un finanziamento a favore dell'Università degli studi di Parma per una ricerca d'archivio specialistica sul Duomo di Modena e per la realizzazione di un database secondo gli standard catalografici nazionali, in cui possano convogliare tutti i documenti d'archivio rinvenuti nonchè i dati e le ricerche pluridisciplinari effettuate in questi anni.
Completamento dei restauri (per stralci, secondo le disponibilità offerte, di volta in volta, dai nuovi finanziamenti) Completamento degli interventi di restauro sul paramento lapideo esterno del lato sud e delle absidi.